SCOPERTA LA CURA PER L’ENDOMETRIOSI

Pietro Giulio Signorile uno dei più stimati scienziati italiani ha finalmente abbattuto la barriera di una grave patologia tutta femminile: l’Endometriosi. Con la testardaggine tipica dei pugliesi (nato a Martinafranca) ha vinto con una scoperta sensazionale la patologia la cui prima diagnosi risale a tre secoli fa (1690). Una scoperta talmente importante che rivoluzionerà il modo di vivere di milioni di donne invalidate occultamente da una subdola serie di cellule che invadono senza freni il corpo femminile, partendo lì, dall’utero che ne vieta anche la maternità oltre a sofferenze fisiche spesso invalidanti. L’Endometriosi: diventa l’ossessione medica del Prof. Pietro Giulio Signorile. Per scoprirne le origini, le cause, insieme a un team di medici e scienziati, delle maggiori Università italiane si fa promotore di una onlus: la Fondazione Italiana Endometriosi. Anni di durissimo lavoro che impegna il Nostro e la sua equipe medica premiandone la testardaggine con successo. – Ero ovviamente a conoscenza dell’invalidità e del dolore indescrivibile della malattia, spiega -il primo passo che ci è sembrato più ovvio è stato quello di trovare e provare ad isolare la cellula. Scoprirne il percorso che la portava indisturbata a scivolare all’interno del corpo femminile. Un percorso di grandi sofferenze e invalidante al punto che in alcuni casi, era addirittura proibito alle donne che ne erano colpite ogni tipo di lavoro fisico. E attenzione – avverte – l’endometriosi non è una malattia rara come si potrebbe pensare. Scoprirne le cause ed in seguito le cure ha avuto una risonanza ed un successo in tutto il mondo scientifico mondiale. E’ stato ufficialmente presentato al Congresso Internazionale “Interferenti Endocrini: Endometriosi e Infertilità” alla presenza delle più importanti Istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali: il CNR, l’Harvard School di Boston, l’Institutes of Enviromentel Health Sciences del North Carolina. Un successo per il mondo della medicina e della scienza e un incentivo, chissà, a non trascurare economicamente il settore della Ricerca.
D. Come si sente dopo aver dato un così grande contributo alla medicina italiana? R. Emozionato. Orgoglioso. Felice. Abbiamo lavorato duramente e questo è il risultato di un team solido formato da grandi professionisti della medicina. E’ un riconoscimento alla professionalità, ma anche alla tenacia.
D. Vuole spiegare che cosa è l’Endometriosi e quali i disturbi di questa patologia?
R. E’ una malattia subdola che agisce in silenzio e colpisce esclusivamente il corpo femminile. Sono cellule (endometriosi) che si formano nel tessuto adiposo periuterino (al di fuori dell’utero) che colpisce in Italia il 30 per cento di donne in età fertile. E’ una vera e propria patologia, molto dolorosa che spesso le donne per pudore o vergogna nascondono. E’ una malattia sociale spesso invalidante con conseguenze negative sia nella vita privata, sociale e lavorativa.
D. Anni di studio e ricerca quando ha avuto la certezza di essere quasi vicino al successo? R. Inizia la speranza di un successo sulla sua origine quando riusciamo ad individuare la sua origine: embriogenetica dell’endometriosi. Da ciò finalmente riusciamo a focalizzare il punto specifico sul quale lavorare ed approfondire: l’utero femminile. Dobbiamo le nostre attenzioni ed i nostri studi su questo delicato appartato. Riproduciamo l’endometriosi nel modello animale prendendo a cavie un gruppo di topi femmine (Balb C) alle quali abbiamo somministrato un interferente endocrino (Bisfenolo A). Nella prole nata da queste madri si è riscontrato, nel 30% dei casi, la presenza di endometriosi nel tessuto adiposo periuterino (al di fuori dell’utero) mentre nel gruppo di controllo non trattato con Bisfenolo A è stato riscontrato nella prole femminile un solo caso di endometriosi (5%). In Italia sono al momento circa 3 milioni le donne affette da Endometriosi, in Europa sono 14 milioni e l’Europa sostiene una spesa di circa 22,5 miliardi di oneri annuali per congedo malattia. In tutti questi secoli passati purtroppo milioni di pazienti si vergognavano di accusare sintomi sui quali purtroppo la medicina ancora non era in grado di curare. Una malattia che incide negativamente anche sulla nostra economia. Che è spesso causa dell’infertilità femminile, e che negli ultimi stadi è causa dell’asportazione di parte dell’intestino o danni all’apparato urinario. Un vero e proprio massacro sapendo che il 30% colpisce la donna in età fertile.
D. Come s’insedia la malattia e dove?
R. Ha origine nel feto femminile. E saranno soltanto le nasciture a ereditare questa patologia. Nel corso dell’esperimento il 30% delle topine nascono già con le cellule dell’Endometriosi.
D. Quali i sintomi che dovrebbero preoccupare una gestante?
R. Forti dolori pelvici, mestruali. Basti pensare che in alcuni casi si somministra l’antidolorifico alla morfina. Altri e molteplici patologie che non debbono essere sottovalutate.
D. Economicamente come avete sostenuto la vostra Fondazione?
R. Con fondi privati, donazioni. Ma desidero anche e soprattutto ringraziare Mara Carfagna che non solo ci ha sostenuto, ma che ha seguito il nostro iter scientifico con vera passione conoscendone da tempo la gravità. La Carfagna è al corrente dei riflessi negativi della malattia sul rendinto sociale, ma soprattutto nella vita privata delle pazienti che spesso hanno vergogna della loro enorme sofferenza.
D. Come nasce il suo grande amore per la Medicina?
R. C’è un detto: buon sangue non mente. Mio padre è stato un grande medico e forse i baresi lo ricordano con affetto. Da piccolo seguivo il suo lavoro apprezzandone soprattutto il lato umano.
D. In realtà lei risulta nato a Martina Franca.
R. In quel periodo c’è stato un errore di “calcolo” della mia mamma nativa di Martina che era andata a trovare i suoi parenti. Ebbene evidentemente quell’aria sublime mi ha stimolato a nascere prematuramente (sette mesi) ma come ripeto virtù del luogo, ora eccomi qua.
D. Lei sa che l’orgoglio e l’amore dei pugliesi la seguiranno ovunque. Viene ancora da queste parti?
R. Ci mancherebbe altro. Appena i miei impegni me lo permettono corro nella mia terra che amo tanto.
D. Puglia: terra di sole, di mare e di personaggi gloriosi. Dica la verità qual è l’elemento che in questo momento vorrebbe avere a vista d’occhio?
R. Non solo a vista d’occhio: in questo momento desidererei festeggiare in privato con un grande e saporito piatto di Fave e Cicoria.

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7 thoughts on “SCOPERTA LA CURA PER L’ENDOMETRIOSI

  1. Sono passati mesi da questo articolo, qualcuno potrebbe rispondere e spiegare qual è questa cura innovativa? Io ho una severa endometriosi ovarica da 12 anni, ci potete aiutare o no?Una mia amica si è operata presso la clinica del Dott. Signorile spendendo migliaia di euro ed è stata rimandata a casa con altri punti interrogativi.

    • Non credete alla favole!!! Se la cura esistesse ci sarebbe già movimento mediatico in tal senso e se ne parlerebbe in continuazione..Se questo professore avesse in mano la cura definitiva..ci sarebbero un sacco di recensioni di ch è andato a farsi mettere a posto.Quello che io so è che esiste solo un farmaco progestinico che blocca il ciclo e non fa proliferare la malattia che scompare del tutto solo quando finisce il ciclo x sempre…

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