Melanzane delle mie brame chi di voi è la più saporita del reame?

Il campo si animò. Le Zucche, i Peperoni, i Ravanelli e tante meravigliose Lattughe si misero in posa. Le melanzane furono chiamate in causa. Erano di tre razze diverse: una bianca e lunga, una viola e grassottella ed una viola tenue secca e lunga lunga. Ovviamente le mamme delle signorine melanzane si sentirono chiamate in causa. Bisognava agire in fretta perché ci sarebbe stata una selezione fissata alla fine del sesto giorno dalla chiamata ufficiale.

Si divisero in tre fazioni. Tra le bianche fu scelta Cloe. Giovanissima con un picciolo verde bottiglia e magra al punto giusto. Tea fu scelta tra le viola. Era un po’ formosa, ma aveva un certo garbo quando s’ inclinava, che la faceva diventare molto sexy. La violetta timidissima di nome Sirio non voleva partecipare. Le sembrava molto sconveniente per una giovane melanzana esporsi così di fronte a tutti. Sua madre, donna Giacinta, aveva molto insistito. Di origini siciliane Giacinta era una delle melanzane più sagge della contea di proprietà del contadino Rubbalisemi. Intanto era cresciuta vicino a un grande albero d’ulivo e pensava di aver accumulato molta saggezza e un particolare sapore. A suo tempo aveva rubato un paio di semi da una sua amica viola e li aveva interrati vicino a lei. Era molto giovane allora e Rubbalisemi vedendo questi semi strani vicino a lei glieli aveva innestati per vedere di creare una nuova specie. Ne era venuta fuori una vera chicca. Chiara, delicata, e di un sapore eccezionale che si poteva abbinare con qualsiasi altro sapore. L’aveva chiamata Sirio in onore della stella e in verità lei, Sirio era cresciuta come una piccola melanzana viziata e conscia della sua bellezza.

Ormai il suo campo era quello più visitato. Rubbalisemi era diventato ricco proprio grazie a questa nuova specie di chiare “donzelle” e quando seppe del Concorso si fregò le mani pensando già alla vittoria. Aveva discusso con il sindaco della contrada di Verduropoli, che in caso di vittoria gli aveva promesso un lungo viaggio con i prodotti vincitori al di là dell’Oceano.

Come potete ben immaginare il fermento per la preparazione della festa aumentava di giorno in giorno. Dalla vicina città di Godilbello erano arrivate due famose estetiste con valigie piene di prodotti di bellezza e profumi. Furono organizzate tre file di Melanzane. Ogni fila aveva il suo colore. I trucchi esclusivamente naturali. Una famosa casa di rossetti, la Labbrador aveva puntato su una serie di colori ricavati dalle fragole, dalle carote, dalle rose e dai girasoli. Ma non solo estetiste, anche due famosi chirughi estetici Svuotalapancia e Tirafuoriletette, furono chiamanti per qualche aggiustatina che secondo i moderni canoni estetici non guasta mai.

Le prime ad essere “abbellite” furono le Melanzane viola. Furono costruite loro due magnifiche “prime misure” e contemporaneamente a tutte fu “donato” un giro vita da sballo.

Inutile dirvi che caos tra le partecipanti. Le Melanzane bianche pretesero dal prof. Tirafuoriletette una seconda misura e dal prof. Svuotalapancia vollero un lato “B” come quello della famosa cantante Jennifer Lopez. Perché carie lettrici e lettori anche nei migliori campi arrivano notizie del gossip più casereccio. Furono accontentate. Sembrava proprio di assistere ad una riunione di bellezze tutte da aggiustare. Inutile dire quello che fecero le mamme. Potete immaginarlo. Chi si vantava del risultato delle proprie figlie esclamando che il merito era tutto dei loro geni. Mamme che pretendevano anche loro un’aggiustatina visto che erano lì. Il caos più totale miei cari lettori.

Quando ebbe inizio la sfilata il palco fu montato con un grande scivolo. (Non dimenticate che le melazane non hanno gambe) Scivolo che fu abbellito da una serie di ortaggi addobbati in pompa magna. Le Zucchine avevano riempito di margherite il loro fiore con anelli di fili d’erba. Le Zucche si misero intorno al loro picciolo tanti fiori Campanella che tintinnavano ad ogni loro rotolamento. Le Bietole, le Cicorie, i Broccoletti si unirono formando un grande fascio colorato e legato da lunghi fili di Bouganville rosse, rosa e gialle. Una festa, una grande festa alla quale parteciparono anche alcuni animaletti della contrada di Verduropoli. La signora Coccodè arrivò accompagnata dal signor Gallotti ed una nidiata di pulcini. Venne Perla, la lupa spelacchiata (perché attempata) che per l’occasione si era fatta cucire un gonnellino dalla coniglia Rosetta.

Tutta una festa. E finalmente arrivò il giorno fatidico. Rubbalisemi chiamò la tivvù, le Rane vennero con le radio. E la sfilata ebbe inizio. Chi gracchiava di qua, chi ululava di gioia di là, chi coccodeava di felicità. Abbiamo dimenticato la giuria composta da: la Lepre Scappachetisparo. La tartaruga Tina, che dovette essere presa di peso altrimenti sarebbe arrivata al banco della Giuria alla fine del concorso tanto era lenta. La rana Irma. Ed infine arrivò altezzoso come sempre il grande Giurì messer lo gufo Osvaldo con il suo monocolo appeso ad un’ala.

Tutte concitate le signorine Melanzane sfilarono. Chi scivolava fuori dal palco, chi invece ormai ridotta ad un velo di buccia sfilava sembrando più un cartone animato che altro.

Ma direte voi non mancano per caso le Melanzane bianche che sembrano albine?

Loro rifiutarono all’unisono le aggiustatine dai chirurghi. Mandarono a rappresentarle una giovanissima sorella certa Cloe. Lunga lunga, snella e coperta soltanto da un gonnellino fatto da steli di papaveri che si pavoneggiavano abbracciandola e sorridendo alla platea.

Dopo varie votazioni messer il gufo Osvaldo gufò con dovizia di particolari le vincitrici del concorso di bellezza.

Bianchina vinse il primo posto grazie alla gonnellina di papaveri. Vince Cloe anche perché non si pavoneggiò mai, era felice soltanto di aver partecipato. Vinse il secondo posto la Melanzana viola perché, lesse il gufo Osvaldo, si era distinta per l’educazione. Il terzo posto fu assegnato a Pecetta detta anche pasticciona, perché non sapendo dove mettere la protesi di una tetta che le era caduta, se l’era poggiata sul suo capino. E la cosa naturalmente fu tema di grandi risate benevole da parte del pubblico e della giuria che capì la modestia di Pecetta, nonostante l’ambizione di sua madre MaridiPeana.

Rubbalisemi era commosso. Il suo campo divenne il più bello della Contrada di Verduropoli.

Lunga la strada, lunga la via…..dite la….

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