UN PEPERONE UN PO’ BISLACCO

Stuzzicati nel loro orgoglio, i Peperoncini verdi decisero di organizzare una grande serata di arte culinaria. La contrada di Peperonia venne addobbata a festa. Furono chiamati per la spedizione i giovani Piccioni della città. Furono preparati dei graziosissimi biglietti d’inviti che vale la pena descrivere. I Peperoncini più giovani si legarono al loro picciolo un foglio, dove i più anziani della città avevano descritto alcune ricette che sarebbero state svolte nella grande serata. I piccoli così bardati furono sdraiati sul dorso dei giovani postini. Volando per tutta la città i postini gettavano dall’alto gli inviti e iniziò per la contrada di Peperonia una corsa a chi si sarebbe vestito meglio ed addobbato alla grande.

Caos più completo. Si formarono gruppi di Comari tra Galline ovaiole, Papere gialle come il sole, si vestirono a festa tutti gli altri animali. Ghirlande di margherite adornavano le teste delle Comari, alcune corone fatte con gli steli delle erbe divennero colletti per i maschi di Peperonia.

I Gufi anziani affittarono dei frak e le signore gufette si fecero fare delle collane tutte infiorate. Furono invitati anche alcuni serpentelli della zona, ma dovettero prima andare dal dentista Merlo Canino per farsi estrarre il dentaccio pungente. Andarono gli Scoiattoli, e tutti gli uccellini compresi dei pappagallini variopinti.

Fu allestito un grande buffet con ogni tipo di leccornìa. La tavola imbandita di Peperoni di ogni dimensione e colore circondati da Pomodori gagliardi e forti. Da bere offriono dei passati di mele e pere e frutti della passione.

Poi le comari Galline ovaiole prepararono dei dolci deliziosi farciti di frutta fresca e petali di rose.

Un banchetto così a Peperonia non si era mai visto. E la festa ebbe inizio.

La banda della Contrada era formata da Usignoli e Tortorelle. Il basso era Messer Ted il maialino. La musica ebbe inizio. Aprirono le danze il Sindaco Grilletto e signora eleganti da far paura e seguirono tutti i partecipanti. Dopo qualche ora di balli e volteggi ebbe inizio la sfilata.

Immaginate un palco grande e fiorito. Il presentatore MerloCiurlo iniziò a chiamare i concorrenti. Alle sfilate un coro di Oh, oh oh, che veniva dalla platea. Ovazioni di giubilo, allegria e tanto tifo dai parenti dei concorrenti.

Chi vinse? Erano tutti bellissimi i Peperoni. Ma vinse la coppa del “più bello della Contrada”, il piccolo peperone Roy. Era nato con un difetto al suo picciolo e aveva fatto il possibile per non partecipare alla gara. Ma i suoi amici avevano insistito. Lui non doveva sentirsi diverso da nessuno. E quando fu eletto il peperone più bello della Contrada tanto si emozionò che all’istante gli crebbe un picciolo così alto e colorato che divenne l’invidia degli amici. Da quel giorno tutti, ma proprio tutti capirono che la bellezza non è soltanto una questione di estetismo, ma anche un fatto di disinvoltura ed eleganza. Roy divenne il simbolo e l’eroe della contrada di Peperonia.

Ricetta di Peperoni

Tagliare i peperoni in pezzi consistenti.

Mettete della cipolla a fettine.

Cuocete il tutto con poca acqua fino a farla consumare.

Versatela in un piatto di portata con olio crudo, poco sale.

Bruscate delle fette di pane vecchio. Disponetele in un piatto largo e lungo.

Versateci sopra il composto di peperoni, guarnite con del basilico e…..assaggerete una golosità inimitabile.

Buon appetito

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Le zuppe di Francesca e Roberto

Lo sapevate che le zuppe fanno bene ai bambini, ai genitori, agli scapoli, alle donzelle ed agli anziani. Giovano agli sportivi. E  a chi segue una dieta vegetariana. Ma soprattutto se in alcuni periodi siete stufi della carne o del pesce.

La zuppa di carote:

Circa mezzo kilo di carote, una bella cipolla (quella di Tropea è il top), del sedano, una piccolissima patata precedentemente lessata, olio q.b. poco sale (ricordate che il sale nuoce alla salute).

Si può fare in due versioni: io preferisco mettere tutto a crudo nel frullatore. Aggiungo un po’ di latte. Dovrete regolarvi secondo la densità che desiderate. Quando ho ben frullato il tutto lo verso in una pentola e lo faccio cuocere per qualche minuto. Prima di servirlo a tavola unisco un pizzichino di parmigiano e un del pepe bianco.

Potete anche aggiungere dei piccoli bocconcini di pane abbrustolito. (il pane raffermo è l’ideale).

 

La zuppa di carciofi è eccezionale.

Pulite dieci carciofi o quanti ve ne occorrono. Puliteli ben bene, lavateli con acqua fresca e metteteli a bagno con del limone per farli rimanere bianchi.

Prendete della menta, meglio quella selvatica.

Mettete al forno una fetta di zucca e fatela cuocere per qualche minuto.

Una patata lessata.

Uno spicchio di aglio ed una cipollotta preferibilmente fresca.

Una bustina di pistacchi e delle mandorle tostate.

Fate lessare per qualche minuto i carciofi. Non molto è importante che siano morbidi.

Unite gli ingredienti nel frullatore. Aggiungete olio q.b., sempre poco sale.

Nel frattempo avrete scaldato dell’acqua per un brodo vegetale. Va benissimo anche un pezzetto di dado vegetale. Frullate con il brodo caldo fino ad ottenere la consistenza che più desiderate.

Mettete al centro tavola una ciotola piena di pistacchi e mandorle tritate grossolanamente che ogni commensale potrà mettere nel piatto fumante di zuppa ai carciofi.

E’ una vera leccornìa.

 

Zuppa di funghi e fagioli cannellini.

I funghi sono molto buoni anche quelli congelati che si trovano nei Supermercati. Fateli appena scottare in una casseruola con aglio e una cipollotta (fresca sarebbe meglio).

Quando saranno morbidi metteteli nel frullatore dove avrete unito i fagioli cannellini (ottimi anche quelli in scatola, una costicina di sedano ben lavata e fatta a pezzettini. Poco olio, poco sale e un bicchiere di latte. Il latte magro va benissimo. Frullate fino alla consistenza desiderata.

A parte lessate dei quadrucci di pasta e quando è cotta scolate l’acqua di cottura ed unite il frullato di funghi e fagioli. Ottimo con del pecorino  e se lo desiderate pepe o peperoncino.

Per una cena tra amici vegetariani e golosi.

 

Zuppa di patate con gorgonzola.

Lessate quante patate vi occorrono.

Pelatele e mettetele nel frullatore. Unite del sedano a pezzetti e ben lavato, una punta di noce moscata e un po’ di curry.

Allungate il composto con dello yogurt magro e un po’ di latte. . Un po’ di sale e se gradite del pepe bianco.

Quando il composto è pronto versatelo in un piatto di portata. Unite del gorgonzola a piacere di e del parmigiano grattugiato.

 

Bacon e Ceci

Non è un passato di verdura ma un ottimo piatto per una serata speciale che volete regalarvi con degli amici buongustai.

Lessate dei ceci, ottimi anche quelli venduti già cotti. Sciacquateli sotto l’acqua corrente.

Insaporiteli in una casseruola dove avrete versato pochissimo olio, poca cipolla tagliata finemente e qualche pezzettino di aglio (se vi piace). Quando il soffritto è morbido versate i ceci e fateli insaporire per 5 minuti a fuoco lento aggiungendo un po’ di acqua per farli insaporire.

Soffriggete lentamente in una padellina delle fettine di bacon (in genere due per commensale).

Mettete le fettine di bacon in ogni piatto di portata e versateci sopra il composto di ceci.

Per arricchire la tavola mettete pezzetti pane raffermo che avrete passato nel forno bollente.

E in una tavola che si rispetti non deve mai mancare del pepe o peperoncino.

 

Alla prossima con altre gustose leccornìe da fare velocemente anche se hai pochi minuti.

 

Polpette di lenticchie

500 grammi di lenticchie cotte.

150 grammi di carne tritata

1 uovo

pecorino o parmigiano come preferite o tutti e due

pane grattato

Scolate bene le lenticchie e saltatele in padella per farle asciugare.

Unite il tritato, l’uovo ed il formaggio grattugiato a piacere. Sale, pepe qualche fogliolina di basilico (se vi piace).

Amalgamate bene l’impasto. Formate delle palline che friggerete in olio bollente.

Potete anche farle al forno adagiate in un tegame fino a cottura.

Io le preferisco. La frittura è ottima. Al forno sono buonissime e sicuramente leggerissime.

Servite calde. Vedrete che successo!!!! Specialmente i bambini ne mangeranno a volontà.

 

 

 

 

Involtini di Carletto

 

Se vi piacciono le cotolette di carne panata vi passo una ricetta talmente golosa che non potrete fare a meno di fare e rifare. Come la conosco? Cucinata da un godurioso amico di nome Carletto simpaticissimo, un po’ siculo un po’ romano.

Le dosi sono ad occhio e a gusto.

Prendete delle fettine di carne sottili. Battetele ben bene. Passatele soltanto nel pane grattato, senza uovo. Schiacciatele ben bene e poggiatele in fila su di un tagliere.

In una ciotola capiente:  una buona dose di formaggio grattugiato (quello che più gradite), una manciata di pepe, piccoli pezzettini di prosciutto cotto e una spruzzatina di mozzarella a pezzettini. Girate ben bene l’impasto (senza uova mi raccomando) e mettetene un po’ sopra ogni fettina che già avrete panata. Terminata l’operazione e quando tutte le fette di carne saranno riempite dal composto giratele per farne degli involtini ben stretti che chiuderete con uno stecchino. Potrete gustarli in due modi: o alla griglia oppure al barbecau.

Bastano pochi minuti per cuocerli. Girateli ovviamente con delicatezza.

Un consiglio: fatene tante perché sono talmente golose che ci sarà una lotta a chi ne mangerà di più.

Parmigiana al forno di Pascuccia

Prendete delle melanzane ben nutrite. Affettatele e mettetele per un po’ sotto sale per togliere l’amarognolo.

Comprate della ricotta di pecora e del gorgonzola. Per due chili di melanzane  un etto di prosciutto cotto. Mezzo etto di parmigiano e mezzo di pecorino che mischierete.

Grigliate le fettine di melanzane q.b. deponetele in un piatto di portata e salatele (leggerissimamente. I sapori vengono dai formaggi).

Nel frattempo mescolate ricotta e gorgonzola e prosciutto cotto a pezzettini. Condite il tutto con una spruzzata di formaggio grattato. Se vi piace pepe o peperoncino.

Accendete il forno (che deve essere bollente 180 g.).

Ora un capiente tegame da forno. Ungerlo con qualche goccia di olio e spruzzatelo con del pane grattato.

Iniziate mettendo una fila di melanzane. Coprite le melanzane con il composto preparato in precedenza. Un altro strato si melanzane condite come sopra, fino a chiudere con le ultime fettine rimaste che copriranno il composto. Ora prima di infornarle prendete il resto del formaggio grattugiato rimasto, mescolatelo con un po’ di pane grattato, qualche pomodorino a pezzetti. E ora finalmente un po’ di olio d’olivo che condisce il tutto.

Infornate per il tempo di cottura necessario. Sopra il tegame si dovrà formare una crosticina dorata. Sarà il profumo ad avvertirvi. Piatto unico meraviglioso.

Avrete notato che un filo di olio si mette soltanto alla base del composto e alla fine. I formaggi sono già un valido condimento.

E…gnam gnam, buon appetito.

Ricetta di pesce gnam gnam

Questa ricetta mi è stata regalata da Jagoda. Una meravigliosa amica che è nata in Jugoslavia e da anni vive in Toscana che ha conservato molti modi di cucinare della sua Terra. Questa è la ricetta del pesce che ho trovato gustosissima e che si accompagna con bocconcini di polenta (anche fredda) spezzettata a tocchetti, al posto del pane.

Prendete del pesce (no i crostacei) infarinatelo da una parte e dall’altra. Mettete sul fornello una padella, mettete dell’olio e quando è molto caldo friggetelo da una parte e dall’altra deve risultare croccante.

Fatelo asciugare su una carta assorbente. Nel frattempo avrete preso una pentola per un delicato brodo dove volendo potete mettere la testa del pesce che avete fritto insieme a: cipolla, aglio, prezzemolo e un pomodoro a pezzetti. Salate leggermente (sempre poco il sale nuoce ricordatevelo). Quando il brodetto è insaporito mettete il pesce delicatamente e fatelo bollire per qualche minuto. Servite a tavola in un piatto capiente con accanto una nutrita fila di polenta. Ogni commensale servitosi della sua porzione bagnerà i tocchetti di polenta nel brodo preparato.  Se gradite pepe o peperoncino. Un eccellente matrimonio di sapori delicati e come piatto unico delizioso anche d’estate. Se avete ospiti la figura sarà eccellente.

 

Le spurie del carciofo panate

Che bontà. Che ingordigia. Sono contadina di me stessa e ne vado orgogliosa. Volete conoscere il mio nome? Mi chiamo Spocchia. Un nome che ha molti significati, ma il più importante che mi attribuiscono i “golosi” è: Delizia.

I miei natali sono stagionali. Sono figlia spuria di un grande prodotto della Natura: il Carciofo che nasce per rifocillare e far godere il mondo intero. Ebbene veniamo al dunque.

Quando la stagione dei Carciofi termina nasco io. Somiglio moltissimo al gambo del mio genitore. Sono piuttosto grassetto, ma di gran gusto. Mi conoscono gli amanti della gastronomia contadina che finito il raccolto del Carciofo si affrettano a cercarmi cogliermi e gioire del mio gusto.

Amo essere cucinato in una maniera per me insuperabile.

Ricetta:

Raccolto debbo essere lentamente sfilacciato (come si usa con il Sedano) e bollito per breve tempo in acqua e aceto o limone. Scolato bene (lasciato un pochino al dente) desidero giacere poco tempo in una densa e delicata pastella. Per riprendermi dall’emozione.  Dopo 15 minuti di riposo che mi concederete, prendete un padellino alto e riempitelo di olio d’Olivo. Per vedere se è ora di tuffarmi a sfrigolare gettate due o tre grani di sale grosso nella padella che eviterà di far sbuffare l’Olio con relativa fuori uscita. Ora friggetemi con garbo e delicatezza. Scolatemi con amore e depositatemi in un bel piatto di portata. Se volete farmi cosa gradita e non soltanto a me circondatemi di qualche “bocconcino” bianco e gravido di latte, oppure una burratina, ancora meglio una fetta grondante delizia di mozzarella di bufala.

Mi chiamo Spocchia. Non cambiatemi nome. E se qualcuno ancora non mi conosce è perché essendo un rappresentante della meravigliosa cucina povera mi nascondo. Soltanto perché amo i palati delicati ed eletti a gustare i veri prodotti della Terra carnosa opulenta detta anche Terra del Sole.

Questa ricetta se siete d’accordo la vorrei dedicare a una donna nata a Palo del Colle che si chiamava Pasqua. Una donna che ho amato e che mi ha insegnato ad amare, a me romana, la cucina del Sud. Era mia suocera.


IL PERCORSO GODERECCIO DELLO SPAGHETTO

PASTASCIUTTA DELLE MIE BRAME…QUAL E’ LA PIU’ AMATA DEL REAME?

Bucatini e penne e rigatoni sono tutti buoni ma il vero re della pastasciutta è ancora lui: lo spaghetto.

E’ magro, asciutto. Avvolgente e beffardo. E’ goloso da vedere e ingordo da mangiare. Piace a tutto il mondo. Lo amano e ricchi, i poveri, i nobili. Aggiusta l’umore, ma soprattutto è il più grande compagnone che la storia culinaria conosca. E’ Sua Signoria lo Spaghetto. Checché se ne dica, è il reuccio di ogni tavolata. Si sente protagonista assoluto. Non ama molti artifizi. A lui, lo Spaghetto basta che al centro della tavola ci sia un buon vino rosso o bianco. E’ stato declamato da poeti innamorati del suo buon sapore. E’ stato artefice di riappacificazioni. E’ l’ingrediente più economico e saporito per un incontro d’amore e d’amicizia. Come si dice usualmente? “Questa sera ci facciamo uno spaghetto ad aglio e oglio e peperoncino e poi……tutto può capitare. Ma anche lui ha le sue regole. Desidera essere cotto al dente (si deve appena piegare nella pentola d’acqua che bolle allegramente) e desidera che non ci siano troppi condimenti che ne turbino la sua bellezza. Si sente bello e desiderabile. Appare in tivvù, sugli schermi televisivi, riempie i cartelloni pubblicitari. Insomma è un divo di tutto rispetto. Il grande Alberto Sordi è ancora oggi il paladino de: “Spaghetto me te magno, me te magno tutto….”. Ci sono alcune ricette con le quali si sente particolarmente in sintonia. Purchè – confessa gorgogliando nella pentola – di me non si faccia troppa abbondanza. Mi piace – spiega – essere gustato con poche forchettate perché soltanto così sono digeribile e riesco persino a far dimagrire chi mi ama”. Se ci credete allora queste due ricette veloci e molto promettenti per una serata tutta da……godere.

Spaghetti al dentissimo e ricotta e pepe o peperoncino e una buona manciata di pecorino, per un approccio sentimentale.

70 grammi a persona; 20 grammi di ricotta a porzione e due cucchiai abbondanti di formaggio grattugiato. Pepe o peperoncino a vostro piacimento e un filo di olio crudo.

Spaghetti al dentissimo a cacio e pepe per un erotismo al top.

La porzione non cambia 70 grammi. Scolarli e velocemente depositarli gentilmente in un piatto da portata dove avrete messo tanto formaggio misto, pecorino e parmigiano e tanto pepe.